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spaziozero

13 maggio 2008
VOGLIO ESSERE COME CHUCK
si si, diventare come lui.
Cambiare il mio nome dopo essere stata sulla tomba dei miei nonni. Aldo e Adele. Potrei chiamarmi Aldele. Dopotutto anch'io ho iniziato a scrivere a sei anni come lui. Avevo una piccola piccolissima agenda, alta un mignolo e larga un pollice. Quello vero, però, non quello delle misure anglosassoni.  E ci scrivevo le parolacce che non potevo dire. A sei anni già dire 'cretino' comportava punizioni infinite. Allora le scrivevo. A chi non so. Poi scrivevo liste su liste, altro che Sei Shonagon. Altro che Veronesi e Caos Calmo.
Scrivevo la lista delle verdure che mi piacevano e quelle che invece no. I piselli, ah i piselli. Li odiavo. Perchè? Perchè giocando con non so chi me li sono infilati nel naso e non riuscivo più a farli uscire. Solo per questo motivo non li ho mangiati per anni.
La lista dei miei compagni di classe con i commenti, sempre creativi. Tipo: Maria, è intelligente ma nessuno la capisce, soprattutto le altre bambine. Solo perchè non ha la tuta da ginnastica rosa come le altre. A sette anni, ! Mi stupisco da sola. Ero di certo più sveglia di quanto lo sia ora.
Poi sono passata ai quaderni più grandi, anzi le agende che mio padre mi portava dall'azienda, con i disegni dei pozzi di petrolio, le foto del Mar del Nord, tutte le misure, le distanze tra le capitali, gli abitanti, la densità media abitativa... e lì scrivevo la lista delle città che avrei voluto visitare a 15 anni. Perchè a 15 anni si è già grandi. In prima posizione c'era sempre Leningrado, cioè San Pietroburgo. Perchè? Mah. Ancora oggi non lo so.
E poi ricordo che ogni racconto era inventato per qualcuno. Ho ricordi vaghi di unA storia scritta per una mia amica, Arianna, che studiava pianoforte. E portava un montgomery blu con i tasconi. Io la ascolatavo suonare e pensavo che le note del pianoforte le entrassero nelle tasche di quella giacca blu blu blu. Praticamente nero. Poi ho iniziato anch'io a suonare lo stesso strumento.
E Chuck è un camionista, lavora come meccanico diesel per la Freightliner e ha scritto Fight Club con i suoi colleghi, scrittura di gruppo. E li ringrazia sempre all’inizio di ogni suo romanzo. Cortese.

Insomma sono una fan di questo scrittore, dei suoi finali folli e insani che leggo sempre per primi. Poi ricomincio il libro da capo.
E il suo nuovo libro, Snuff, racconta di una pornostar impegnata nelle riprese della più grande Gang Bang della storia del cinema hard,  raccontata da tre dei tanti uomini in fila sul set.
Uno è il figlio che l'attrice ha concepito anni prima proprio durante la lavorazione di un porn movie.

Il libro esce tra pochi giorni negli Stati Uniti e chissà quando qui.
Io voglio leggerlo.



permalink | inviato da spaziozero il 13/5/2008 alle 21:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
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