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AUTOBUS

tutte le mattine, di corsa verso Venezia. l'autobus non arriva mai alla stessa ora, tantomeno all'ora segnata sulla tabella alla fermata. "Gli orari sopraindicati sono da considerarsi indicativi". E grazie.

oggi salgo in modalità sardina, tutti attorno a me sono sardine, li riconosco. Alcuni sbuffano, altri hanno abusato del deodorante, altri ancora a mò di polipo hanno il cellulare in mano e urlano al telefono cose assurde: "uè, sai la Cicy? E' uscita col tipo che a un certo punto l'ha mollata alla gelateria e se n'è andato. Lei pensava che fosse uno scherzo, ma dopo un pò che aspettava ha capito che lui non sarebbe tornato. Allora ha chiamato me e io sono andata a prenderla. Non voleva uscire dal locale da sola, sai com'é, no? Poverina, tutta sola lì ad aspettare come un pulcino bagnato e ora non vuole più uscire da casa. O, non so cosa fare. ..." E io mi intristisco sempre per le tragedie degli altri, soprattutto per il nome della pulzella. Ma tant'è.
Il viaggio è breve, ma noi abitanti del sottofondo marino resistiamo come le alghe sbattute dalle onde delle curve di quell'incivile di conducente che sta guidando pensando di essere sul circuito di Monza inseguito da una Ferrari. Che canta, per giunta. E vabbè. Morirò schiacciata sotto le lamiere di questo bus arancione, che neanche mi sta bene l'arancione, e magari ci sarà il mio vicino che prima di morire mi rantolerà sul collo.
Ormai siamo arrivati. Ultimo stop prima del capolinea.
Ormai non ci sta neanche una patella. Ma lui, ottuagenario vispo, vuole salire a tutti i costi. Ci ritiriamo all'interno come le lumache quando gli tocchi i cornini. Lui entra, si sistema e un secondo prima che le porte si richiudano e già il conducente sta sgasando, si ributta fuori, ma non è veloce e rimane incastrato nelle porte. "No, devo uscire, c'è mia moglie là con la spesa, devo andare" dice con la bocca semi schiacciata dalla gomma della porta, l'autobus è sul cavalcavia.  Il conducente riapre le porte e lui inizia a correre come una tartaruga inseguita da bradipo. Della moglie non c'è ombra. Di nessuno dotato di due gambe c'è l'ombra.
E il conducente dice: "blin blin. anno zero. cronaca da marte. sale un alieno sul mezzo di trasporto..."


io sono matta. tutti sono matti. il conducente è matto.

Pubblicato il 6/7/2007 alle 18.24 nella rubrica 0- storie.

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