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LEaf e il cucchiaio

II parte

In quel momento un ombra minacciosa copriì le sue spalle e poi tutto il prato davanti lui
e sentiì una mano che lo afferrava; parve un istante lunghissimo.
Le cose lentamente si allontanavano, vide le particelle, vide i microbi, vide i granelli, poi la terra l'erba e infine il prato e infine la faccia di suo cugino MArone: magro, alto, smilzo e fortunato (a detta sua) il quale cominciò a prendersela con i pelli che LEaffino aveva in testa (era difficle prenderli, ma lui ci provava: aveva rubato delle pinzette apposta alla madre).
'Pelli' perchè una via di mezzo tra i capelli e i peli.
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Poi cominciò a tempestarlo di cucchiaiate in faccia,
ma lui c'era abituato
e l'altro gridava 'ti basta? ti basta?'
Ma lui era sostanzialmente indifferente; solo che ogni volta il cucchiaino da zucchero si avvicinava al suo volto lui prima ci si specchiava, poi ne ammirava le superfici, scoprendo ogni volta qualcosa di nuovo.
Insomma ne voleva sempre di più.
Voleva impararlo bene quel cucchiaino di peltro, che, detto tutto, era anche morbido.
In breve svenne, e fece un sogno.
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Pubblicato il 14/7/2008 alle 17.28 nella rubrica Diario.

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